Sabato 2 Aprile a Milano, a partire dalle 16.00, in piazza Fontana si svolgerà una importante manifestazione cittadina contro l'intervento militare in Libia e in solidarietà con le rivoluzioni in corso nel mondo arabo.
Si tratta della concretizzazione a Milano dell'appello lanciato da un arco di forze pacifiste, antimilitariste e della sinistra riunitosi a Roma sabato scorso e che si è definito Coordinamento 2 Aprile, lanciando appunto una giornata nazionale di mobilitazione a Roma e in tutte le altre città di questo paese per il prossimo sabato 2 Aprile.
Sinistra Critica è tra le forze promotrici di quel appello e della giornata di mobilitazione che ne consegue, e sarà presente in piazza Fontana a Milano il 2 Aprile (sotto trovate l’appello milanese).
Vi invitiamo tutte/i a partecipare numerose/i!
APPELLO COORDINAMENTO 2 APRILE
Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questi giorni hanno sentito la necessità, attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce
- CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA
- PER SOSTENERE LE RIVOLUZIONI E LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI
- PER L'ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI
- CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO,
- PER IL DISARMO, UN'ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE
CHIEDONO
LO STOP AI BOMBARDAMENTI E IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA
per fermare la guerra, la repressione ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.
IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GRANDE GIORNATA DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE ATTIVA A ROMA E IN TANTE PIAZZE D'ITALIA.
A partire da quella data ci impegniamo a dar vita ad un percorso diffuso sul territorio di mobilitazioni, iniziative, informazione, assemblee, incontri e solidarietà con i movimenti dei paesi arabi.
mercoledì 30 marzo 2011
martedì 29 marzo 2011
Elezioni a Milano, un’occasione mancata
Sinistra Critica non sarà presente alle prossime elezioni amministrative a Milano. Non ci sarà una lista con il simbolo di Sinistra Critica, non avremo candidate/i in alcuna lista, non appoggeremo nessuna lista e/o coalizione.
Non siamo pregiudizialmente contrari alla partecipazione elettorale, ma pensiamo che la stessa debba essere il frutto di un percorso e utile a un progetto politico. Purtroppo anche questa volta la sinistra "alternativa e antagonista" ha perso l'occasione per affermare una sua presenza autonoma e indipendente dal centrosinistra, illudendosi che "il vento del rinnovamento" e la sconfitta del duo Moratti-DeCorato possa essere rappresentato da personaggi e partiti che hanno fatto già abbastanza danni in questi anni.
Il nostro non è un "pre-giudizio", ma una presa d'atto dei fatti.
Non siamo pregiudizialmente contrari alla partecipazione elettorale, ma pensiamo che la stessa debba essere il frutto di un percorso e utile a un progetto politico. Purtroppo anche questa volta la sinistra "alternativa e antagonista" ha perso l'occasione per affermare una sua presenza autonoma e indipendente dal centrosinistra, illudendosi che "il vento del rinnovamento" e la sconfitta del duo Moratti-DeCorato possa essere rappresentato da personaggi e partiti che hanno fatto già abbastanza danni in questi anni.
Il nostro non è un "pre-giudizio", ma una presa d'atto dei fatti.
giovedì 24 marzo 2011
ALLA CORTE DI STRASBURGO LO STATO ITALIANO E' ASSOLTO PER L'ASSASSINIO DI CARLO GIULIANI
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto oggi l’Italia dall’ accusa di avere delle responsabilità nell’ omicidio di Carlo Giuliani, il manifestante ucciso a colpi di pistola dai carabinieri durante gli scontri al G8 di Genova del luglio 2001. Con tredici voti a favore e quattro contrari, i giudici della Grande Camera hanno stabilito la piena assoluzione di Mario Placanica, il carabiniere che, a quanto pare, sparò a Carlo in piazza Alimonda. Confermata dunque la sentenza di primo grado emessa il 25 agosto 2009.
Con 7 voti contrari e 10 favorevoli, la Grande Camera ha poi assolto l’Italia dall’accusa di non aver condotto un’inchiesta sufficientemente approfondita sull’omicidio e dall’accusa di non aver organizzato e pianificato in modo adeguato le operazioni di polizia durante il G8. “Ci rivolgeremo al tribunale civile come unica possibilità di avere un dibattimento per l’omicidio di Carlo. Non ci arrendiamo” ha detto Giuliano Giuliani, padre di Carlo.
"Lo Stato italiano ha preteso e ottenuto l'assoluzione per la repressione nelle piazze di Genova, che -oltre ai pestaggi e alle torture- ha portato anche all'uccisione di Carlo Giuliani: giustizia non è fatta" ha dichiarato Gigi Malabarba di Sinistra Critica, dopo la sentenza della Corte europea.
"Tuttavia, pur nella vergogna dell'assoluzione, c'è una ratio: fu a livello dell'Unione europea e degli Stati uniti che furono definite le modalità di intervento nei confronti del movimento No global, come gli 'anticipi' nelle violenze contro i manifestanti a Napoli a marzo e a Goteborg a giugno hanno dimostrato. E l'affidamento della catena di comando a Gianni De Gennaro contemplava tutte le brutalità che si sono dispiegate a Genova nel luglio 2001".
"Come lo Stato italiano, così la giustizia europea si conforma a quelle decisioni politiche che, purtroppo è bene ricordarlo, trovarono un consenso bipartisan. Penso sia giusto, come sostiene la famiglia Giuliani, ricorrere ulteriormente al tribunale civile perchè troppe sono le incongruenze nella vicenda dell'uccisione di Carlo. Ancora una ragione in più per manifestare a Genova, a dieci anni di distanza, la verità politica che tutti conosciamo: è lo Stato che ha armato la mano di chi ha ucciso in quella piazza!" conclude Malabarba.
Con 7 voti contrari e 10 favorevoli, la Grande Camera ha poi assolto l’Italia dall’accusa di non aver condotto un’inchiesta sufficientemente approfondita sull’omicidio e dall’accusa di non aver organizzato e pianificato in modo adeguato le operazioni di polizia durante il G8. “Ci rivolgeremo al tribunale civile come unica possibilità di avere un dibattimento per l’omicidio di Carlo. Non ci arrendiamo” ha detto Giuliano Giuliani, padre di Carlo.
"Lo Stato italiano ha preteso e ottenuto l'assoluzione per la repressione nelle piazze di Genova, che -oltre ai pestaggi e alle torture- ha portato anche all'uccisione di Carlo Giuliani: giustizia non è fatta" ha dichiarato Gigi Malabarba di Sinistra Critica, dopo la sentenza della Corte europea.
"Tuttavia, pur nella vergogna dell'assoluzione, c'è una ratio: fu a livello dell'Unione europea e degli Stati uniti che furono definite le modalità di intervento nei confronti del movimento No global, come gli 'anticipi' nelle violenze contro i manifestanti a Napoli a marzo e a Goteborg a giugno hanno dimostrato. E l'affidamento della catena di comando a Gianni De Gennaro contemplava tutte le brutalità che si sono dispiegate a Genova nel luglio 2001".
"Come lo Stato italiano, così la giustizia europea si conforma a quelle decisioni politiche che, purtroppo è bene ricordarlo, trovarono un consenso bipartisan. Penso sia giusto, come sostiene la famiglia Giuliani, ricorrere ulteriormente al tribunale civile perchè troppe sono le incongruenze nella vicenda dell'uccisione di Carlo. Ancora una ragione in più per manifestare a Genova, a dieci anni di distanza, la verità politica che tutti conosciamo: è lo Stato che ha armato la mano di chi ha ucciso in quella piazza!" conclude Malabarba.
giovedì 17 marzo 2011
Contro la guerra e in sostegno alle rivoluzioni arabe
Sabato 19 marzoCORTEO da piazzale Loreto, Milano – ore 15.00
NO A QUALSIASI INTERVENTO MILITARE
SOSTENIAMO LE RIVOLTE DEI POPOLI ARABI
Promuovono Al Jarida, Ass. Dimensioni Diverse, Ass. Alfabeti, Assoc. Le radici e le ali, Comunità Palestinese della Lombardia, Donne in nero, Salaam ragazzi dell’Olivo, CSA Vittoria, Guerre&Pace, SiCobas, Partito Comunista dei Lavoratori,
Sinistra Critica
--------------------------------------------------------------------------------
Domenica 20 marzo
Piazza Selinunte, Milano - ore 10.00
Giornata internazionale di sostegno alle rivolte dei popoli arabi
La rivoluzione e’ possibile!
INCONTRO PUBBLICO IN PIAZZA
CON IL COMPAGNO EGIZIANO OMAR EL SHAFEI
(comitato di lotta egiziano di Parigi e del Nouveau Parti Anticapitaliste francese)
Interverrà
Gigi Malabarba
(esecutivo nazionale Sinistra Critica)
lunedì 14 marzo 2011
Disponibile in sede
Nucleare, se lo conosci lo eviti
Una battaglia per il diritto al futuro
A volte ritornano. Con gli stessi argomenti. Con la stessa potenza economica, politica e massmediatica. Il Governo Berlusconi si appresta a rilanciare la produzione in grande scala dell’energia nucleare, nonostante il popolo italiano si sia già pronunciato contro a larghissima maggioranza nel referendum del 1987.
Come questo libro dimostra dettagliatamente, oggi come allora, gli argomenti portati a favore sono inconsistenti: non è vero che il nucleare sarà l’energia del futuro, che è economicamente competitivo, che serva a ridurre le emissioni di gas serra, che non ci siano alternative.
Mentre sono drammaticamente veri i ripetuti incidenti e la produzione di scorie altamente radioattive che irresponsabilmente consegneremo alle prossime diecimila generazioni. Senza contare la proliferazione del nucleare militare, di cui l’uso "civile" è figlio riconosciuto.
Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì a costruire un altro modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.
Autore:
Marco Bersani, laureato in Filosofia, è Dirigente comunale dei servizi sociali. Socio fondatore di Attac Italia, è membro del Consiglio nazionale dell'associazione. Fra i portavoce del Genoa social forum nel luglio del 2001, sempre attivo nei movimenti di lotta per la difesa dei beni comuni, è fra i promotori del Forum italiano dei Movimenti per l'acqua. Nel 2007 ha pubblicato Acqua in movimento, Edizioni Alegre.
giovedì 3 marzo 2011
martedì 22 febbraio 2011
Gheddafi assassino, solidarietà con il popolo libico e cacciamo anche i complici del colonnello
La rivolta del popolo libico conferma l'ondata di sollevazioni cui abbiamo assistito nel nord Africa. Una mobilitazione spontanea, stanca di regimi infami e sanguinosi, pressata dalla crisi economica e dalle politiche liberiste imposte con la complicità dei governi occidentali. La complicità italiana, in particolare, è del tutto evidente nel caso della Libia il cui governo è stato finora spalleggiato e coccolato dai governi di Roma, di centrosinistra e di centrodestra - soprattutto per fare il "lavoro sporco" del controllo e della repressione dei migranti africani - fino ad arrivare al parossismo del governo Berlusconi che con Gheddafi ha intrattenuto rapporti personali e reverenziali francamente vergognosi.
La solidarietà al popolo libico, come ieri quella ai popoli tunisino, algerino, egiziano e poi a quello dello Yemen, del Bahrein o del Marocco da parte di Sinistra Critica è netta. Per questo abbiamo già aderito e partecipato alle varie manifestazioni indette dalla comunità libica in Italia come a Milano e Roma, e continueremo a farlo nei prossimi giorni.
L'assassino Gheddafi - che con i bombardamenti sui civili in piazza dimostra fino a che punto un potere in sfacelo può aggrapparsi alla violenza più cieca per difendere sé stesso - se ne deve andare e con lui tutta la cricca di potere che lo circonda a partire dalla sua famiglia. Per gli assassini compiuti in queste ore il dittatore libico deve essere processato e condannato. Una nuova era deve aprirsi per la Libia e il nord Africa, una fase fondata sulla partecipazione popolare e sulla democrazia diretta come in parte sta avvenendo in Tunisia con la formazione dei comitati in difesa della rivoluzione.
Ma insieme a Gheddafi se ne devono andare anche i suoi complici, obiettivamente complici in queste ore delle morti e degli assassini. Berlusconi deve andarsene, il suo appoggio al colonnello libico qualifica chiaramente la natura del suo governo. Serve una grande manifestazione popolare che richiami l'esempio offerto dai popoli dell'altra sponda del Mediterraneo, che rigetti le politiche della crisi e i tagli sociali e chieda con forza le dimissioni di Berlusconi e del suo governo.
L'assemblea dei movimenti sociali del Forum Sociale Mondiale di Dakar ha intanto deciso una giornata internazionale di sostegno alla rivolta araba e contro le guerre per domenica 20 marzo. Proponiamo a tutte le forze interessate a costruire un'iniziativa nazionale di trovarsi per discutere insieme un'iniziativa aperta e inclusiva.
Esecutivo Nazionale Sinistra Critica
lunedì 7 febbraio 2011
"Dalla Tunisia all'Egitto: la rivoluzione araba"
c/o Zona Risk, via Varchi 3, Milano
(Tram 2, Bus 82, Filobus 90/91, 92, Passante Bovisa)
Incontro pubblico
"Dalla Tunisia all'Egitto: la rivoluzione araba"
La cacciata di Ben Ali, le manifestazioni algerine, le piazze del Cairo riempite dal popolo egiziano, i contraccolpi a Gaza, Amman, Sanaa: la rivolta per la democrazia e la giustizia sociale si sta trasformando in una vera rivoluzione? Discutiamo sui caratteri di questa rivoluzione, le/i protagoniste/i, gli obiettivi e le prospettive
Sosteniamo la lotta delle donne e degli uomini arabi per libertà e giustizia sociale
Karim Metref (giornalista e blogger algerino)
Abderrahim Khir ("La voie democratique" - Marocco)
Mohamed (compagno tunisino di Milano)
Ibrahim (immigrato egiziano a Milano)
L'incontro sarà in due lingue (arabo e italiano)
Dalle ore 19.30: piccolo buffet
Organizza: Sinistra Critica Milano
sabato 5 febbraio 2011
...Per cacciare Berlusconi bisogna fermare Marchionne ...Per fermare Marchionne bisogna cacciare Berlusconi
Berlusconi e Marchionne sono le facce di una medesima medaglia, quella della prevaricazione dei diritti sociali e democratici e dell’assalto alle condizioni di vita delle masse in nome del mercato e dei profitti.
Gli “scandali” di cui veniamo a conoscenza ogni giorno che riguardano il presidente del consiglio, la sua vita sessuale, la sua concezione della subalternità femminile e dell’uso del corpo della donna, così come i continui casi di corruzione, interesse privato e così via – non sono per noi elementi “secondari” della vita politica, ma centrali nella costruzione di quello che abbiamo chiamato “berlusconismo” e che va molto oltre il ruolo dello stesso “papi”…
Il berlusconismo è stato ed è ancora un tentativo di consolidare un blocco sociale e politico basato sul “individualismo proprietario”, la chiusura xenofoba e razzista, il primato dei profitti (nel nome del “sistema Italia”) sui diritti dei lavoratori, lo stato di emergenza come modello di governo...
È in questo sistema che sono stati costruiti provvedimenti come:
• la legge Bossi-Fini (oopsss, guarda un po’ chi è questo….), che legando permesso di soggiorno e contratto di lavoro produce ricatto, lavoro nero e nuova clandestinità;
• la legge 30 e quelle successive (collegato lavoro, prossimo “statuto dei lavori”) che normalizzano la precarietà facendola diventare la modalità principale di rapporto di lavoro;
• la controriforma della scuola e dell’università della ministra Gelmini, che consegna ricerca e insegnamento nelle meni dei privati (e della Confindustria);
• le centinaia di ordinanze che affidano al “sistema Bertolaso” la gestione dei “grandi eventi” e delle vere emergenze territoriali – con il loro corollario di corruzione, espropriazione della partecipazione, gestione militare del territorio;
• la speculazione territoriale e le “grandi opere"...
Gli “scandali” di cui veniamo a conoscenza ogni giorno che riguardano il presidente del consiglio, la sua vita sessuale, la sua concezione della subalternità femminile e dell’uso del corpo della donna, così come i continui casi di corruzione, interesse privato e così via – non sono per noi elementi “secondari” della vita politica, ma centrali nella costruzione di quello che abbiamo chiamato “berlusconismo” e che va molto oltre il ruolo dello stesso “papi”…
Il berlusconismo è stato ed è ancora un tentativo di consolidare un blocco sociale e politico basato sul “individualismo proprietario”, la chiusura xenofoba e razzista, il primato dei profitti (nel nome del “sistema Italia”) sui diritti dei lavoratori, lo stato di emergenza come modello di governo...
È in questo sistema che sono stati costruiti provvedimenti come:
• la legge Bossi-Fini (oopsss, guarda un po’ chi è questo….), che legando permesso di soggiorno e contratto di lavoro produce ricatto, lavoro nero e nuova clandestinità;
• la legge 30 e quelle successive (collegato lavoro, prossimo “statuto dei lavori”) che normalizzano la precarietà facendola diventare la modalità principale di rapporto di lavoro;
• la controriforma della scuola e dell’università della ministra Gelmini, che consegna ricerca e insegnamento nelle meni dei privati (e della Confindustria);
• le centinaia di ordinanze che affidano al “sistema Bertolaso” la gestione dei “grandi eventi” e delle vere emergenze territoriali – con il loro corollario di corruzione, espropriazione della partecipazione, gestione militare del territorio;
• la speculazione territoriale e le “grandi opere"...
venerdì 4 febbraio 2011
Proteste e rivolte in corso nel Medio Oriente
Intervista di Radio Onda D'Urto a Piero Maestri, portavoce nazionale di Sinistra Critica, redattore di “Guerre e Pace ” e analista di questioni geopolitiche. Per cercare di capire quali sono le istanze alla base delle proteste e delle rivolte in corso nel Medio Oriente e quali le prospettive.
Iscriviti a:
Post (Atom)







