domenica 7 novembre 2010

PRIMARIE: Oltre il centrosinistra, per una sinistra alternativa

Le primarie non ci sono mai piaciute. 

Non pensiamo siano uno strumento di partecipazione, ma l’ennesima forma di delega, senza regole chiare e con un fasullo passo indietro dei partiti – che si vergognano della loro stessa esistenza facendo finta di dare la parola ai “cittadini”.

Ma le primarie non ci interessano soprattutto per un'altro, più sostanziale, motivo: per regolamento la partecipazione ad esse implica, vincenti o perdenti, la successiva partecipazione alla coalizione di centrosinistra, ossia accettare ancora una volta la gabbia di quel centrosinistra che in questi anni ha condiviso le scelte di fondo della politica amministrativa di Moratti e Formigoni.

Al di là infatti di una ovvia immagine di opposizione, il PD e i suoi alleati hanno accettato e lavorato per la realizzazione dell’Expo2015, che rappresenta la più pericolosa operazione di speculazione dei prossimi anni nella metropoli e che modificherà in peggio il territorio dell’intera area metropolitana. Un sostegno dato anche nella sua esperienza di governo della Provincia con Penati presidente.

Allo stesso modo non ha contrastato, e a volte ha sostenuto, le operazione di privatizzazione di alcuni settori pubblici fondamentali. Nemmeno sulle politiche sicuritarie della giunta Moratti-DeCorato il centrosinistra è stato davvero all’opposizione, cercando solamente di smussarne alcune “esagerazioni”.

Non ci riguardano quindi queste primarie perché non ci interessa questo centrosinistra, perché non pensiamo che la destra si possa battere senza la ricostruzione di una cultura e di una pratica sociale di opposizione, di cui il centrosinistra non può e non vuole essere espressione.

Serve altro, serve una sinistra alternativa e antagonista che porti anche nei palazzi delle istituzioni le lotte territoriali, di quelle/i che non vogliono alcun Expo2015, delle lavoratrici e dei lavoratori che resistono alla loro cancellazione (e non di qualche imprenditore “progressista”, come ogni volta si inventa il PD), di studentesse e studenti che vogliono difendere e allargare la formazione pubblica, le esperienza degli spazi sociali autogestiti, delle culture che cercano di far vivere ancora i quartieri della nostra metropoli.

Una parte di quella che fu la “sinistra radicale” ha continuato a “farsi scegliere” e persino in un sistema a doppio turno ha scelto di appoggiare il centrosinistra fin dall’inizio, rinunciando a programma e identità – che ormai ha perso. Una scelta che purtroppo non rende possibile un allargamento della necessaria alternativa a sinistra.
Una sinistra alternativa che deve comunque provare ad affermare la sua presenza anche nelle prossime elezioni, in forma nuova e partecipata. Proviamoci.

Sinistra Critica Milano