25 febbraio - Bussoleno Susa
"-------
Il popolo NO TAV scenderà ancora una volta in strada per ribadire il proprio rifiuto al progetto inutile e devastante della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con la Comunità Montana e l’assemblea dei sindaci della val Susa e val Sangone per ribadire l’unità del territorio nel respingere quest’opera.
Sarà un’ occasione per rilanciare la mobilitazione e sancire la legittimità della resistenza in corso da mesi contro il cantiere di Chiomonte, area militarizzata.
Esprimeremo anche in questa giornata la nostra vicinanza e solidarietà nei confronti delle persone arrestate e inquisite per aver lottato al nostro fianco e invitiamo tutte le loro famiglie a partecipare con noi a quella che sarà una grande giornata di testimonianza e gratitudine.
Saranno bene accetti anche questa volta tutti coloro che giungeranno in valle per supportare le istanze del movimento NO TAV che sempre più sta diventando simbolo di riscossa per chi lotta contro i poteri forti e riferimento per le idee di un altro mondo possibile.
Vi aspettiamo numerosi e determinati.
IL MOVIMENTO NOTAV
------"
venerdì 24 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
Lunedi mattina alle ore 10 l'esimio Presidente del Consiglio Mario Monti farà un'apparizione presso Piazza degli Affari (la Borsa) per "ringraziare" i suoi grandi elettori: le società finanziarie, le banche, il grande capitale.
Diversi soggetti di Movimento-Comitato No Debito, sindacati di base, associazioni, centri sociali - si danno appuntamento nello stesso luogo per ringarziarlo sentitamente delle sue "attenzioni" nei confronti dei pigri amanti del posto fisso, dei giovani acrobati del lavoro flessibile, degli aitanti pensionati che popolano questo Paese.
Cerchiamo di non mancare! Monti se l'avrebbe a male!
A tutti e a tutte ci vediamo quindi Lunedi prossimo alle ore 9 in piazza Cordusio!
venerdì 17 febbraio 2012
giovedì 2 febbraio 2012
18 FEBBRAIO: DICIAMO NO AL MODELLO MARCHIONNE E AL GOVERNO MONTI-NAPOLITANO!
Il governo “tecnico” Monti-Napolitano continua quasi indisturbato a portare avanti il suo programma politico-economico annunciato con chiarezza fin dai primi discorsi in Parlamento e concordato con le principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra.
Dopo aver incassato l’approvazione delle manovre di bilancio con l’ennesimo attacco alle pensioni e alle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori oggi si appresta a portare l’affondo sui temi delle privatizzazioni (pudicamente chiamate “liberalizzazioni”) e della distruzione dei diritti del lavoro
Obiettivo evidente di questi provvedimenti è una maggiore libertà di manovra per banche e imprese in materia di appalti e opere pubbliche, un sostegno diretto ai profitti, una riduzione delle garanzie contrattuali per tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori (“garantiti” e precari...) sull’onda di quanto già applicato da Marchionne negli stabilimenti Fiat..
Questi provvedimenti sono ancora più odiosi se letti alla luce dei rapporti che gli stessi enti di ricerca ufficiali fanno circolare. Pensiamo a quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto “Divided we stand”, dal quale risulta che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (era il 44,3 per cento nel 2008). E ancora si legge che “la disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse.... Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta”.
Una redistribuzione dei redditi che ha premiato rendite e profitti (oltre che gli stipendi di manager e quadri superiori) che è passata anche attraverso la leva fiscale: “Le aliquote marginali dell’imposta sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010″. Questo significa che oltre all’evasione fiscale si è assistito in Italia a una progressiva diminuzione della pressione fiscale sui redditi finanziari e societari che ha avuto un impatto enorme, mai preso in considerazione, sull’evoluzione del debito pubblico come è avvenuto anche nel resto d’Europa (secondo Eurostat, dal 2000 al 2010 la pressione fiscale dell’Europa a 27 è passata dal 44,7 al 37,1 per cento con una riduzione del 7,6 per cento. Le imposte sui redditi delle società sono passate dal 31,9 al 23,2 con una riduzione dell’8,7 per cento...).
Ovviamente la pressione fiscale è rimasta invariata, o è aumentata, solo sui redditi da lavoro dipendente o da pensione: l’88 per cento dei contribuenti italiani è infatti composto da lavoratori dipendenti e pensionati e il gettito fiscale che producono è pari al 93 per cento delle entrate. Tutti gli altri pagano solo il 7 per cento.
Le manovre del governo non riescono ancora a suscitare una mobilitazione ampia, organizzata e che abbia al centro l’iniziativa di lavoratori e lavoratrici dipendenti o falsamente autonomi.
Le rivolte che in molte regioni si sono viste dai “forconi” in Sicilia, ai tassisti in diverse parti d’Italia, ai pescatori e così via esprimono la rabbia e l’insofferenza di categorie che vengono duramente colpite dalle manovre economiche quando alcune di esse avevano in qualche modo beneficiato del sostegno delle politiche dei governi precedenti.
Lavoratori e lavoratrici sono costretti invece a lottare per difendere il loro stesso posto di lavoro, le condizioni minime della loro sopravvivenza.
Manca un’iniziativa forte, una mobilitazione di un’opposizione politica e sociale al governo Monti-Napolitano che metta al centro il rifiuto del pagamento di un debito pubblico cresciuto per sostenere profitti e rendite (oltre che le politiche clientelari, le spese militari e le grandi opere inutili...), la difesa e l’estensione delle garanzie contrattuali per lavoratrici e lavoratori, l’aumento di salari e pensioni e la difesa di beni e risorse pubbliche.
La manifestazione della Fiom del 18 febbraio non ha esplicitamente al centro l’opposizione al governo. La Fiom pone con questa iniziativa la difesa della democrazia nei posti di lavoro e la protesta contro i piani di Marchionne in Fiat. Contenuti giusti, ma troppo limitati , che risentono di un’impostazione che privilegia la democrazia tra organizzazioni sindacali e non tra i lavoratori e non colgono la necessità di maggiore apertura e della necessaria mobilitazione generale.
La costruzione di un’’opposizione politica e sociale al governo ovviamente non può essere delegata a singole organizzazioni, movimenti o istituzioni. Servono l’impegno di tutte le forze politiche e le organizzazioni sociali, di tutte le strutture autorganizzate che sono coerentemente e senza ambiguità fuori e contro il progetto di Monti – che imponendo uno “stato di eccezione permanente” sta modificando il quadro politico e gli assetti economici, sociali e istituzionali del nostro paese per gli anni a venire – e l’individuazione di ambiti collettivi e condivisi per l’iniziativa sociale.
Sinistra Critica parteciperà alla manifestazione del 18 febbraio e invita tutte le forze coerentemente all’opposizione a partecipare e far vivere quella giornata come appuntamento importante e che apra la strada ad una allargamento dell’iniziativa di opposizione. Saremo in quella manifestazione mettendo al centro l’opposizione al governo, il nostro rifiuto del pagamento del debito pubblico e le proposte di un’alternativa possibile
Saremo anche con convinzione alla manifestazione del 25 febbraio in Val di Susa, per sostenere il movimento che più di tutti oggi rompe le compatibilità di una politica economica che vuole grandi opere (inutili) come forma di sostegno alle imprese e ai profitti e pone, dal punto di vista dei movimenti, la questione della democrazie e della partecipazione popolare. E per questo viene colpito anche sul piano delle repressione penale.
Esecutivo Nazionale Sinistra Critica
Dopo aver incassato l’approvazione delle manovre di bilancio con l’ennesimo attacco alle pensioni e alle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori oggi si appresta a portare l’affondo sui temi delle privatizzazioni (pudicamente chiamate “liberalizzazioni”) e della distruzione dei diritti del lavoro
Obiettivo evidente di questi provvedimenti è una maggiore libertà di manovra per banche e imprese in materia di appalti e opere pubbliche, un sostegno diretto ai profitti, una riduzione delle garanzie contrattuali per tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori (“garantiti” e precari...) sull’onda di quanto già applicato da Marchionne negli stabilimenti Fiat..
Questi provvedimenti sono ancora più odiosi se letti alla luce dei rapporti che gli stessi enti di ricerca ufficiali fanno circolare. Pensiamo a quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto “Divided we stand”, dal quale risulta che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (era il 44,3 per cento nel 2008). E ancora si legge che “la disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse.... Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta”.
Una redistribuzione dei redditi che ha premiato rendite e profitti (oltre che gli stipendi di manager e quadri superiori) che è passata anche attraverso la leva fiscale: “Le aliquote marginali dell’imposta sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010″. Questo significa che oltre all’evasione fiscale si è assistito in Italia a una progressiva diminuzione della pressione fiscale sui redditi finanziari e societari che ha avuto un impatto enorme, mai preso in considerazione, sull’evoluzione del debito pubblico come è avvenuto anche nel resto d’Europa (secondo Eurostat, dal 2000 al 2010 la pressione fiscale dell’Europa a 27 è passata dal 44,7 al 37,1 per cento con una riduzione del 7,6 per cento. Le imposte sui redditi delle società sono passate dal 31,9 al 23,2 con una riduzione dell’8,7 per cento...).
Ovviamente la pressione fiscale è rimasta invariata, o è aumentata, solo sui redditi da lavoro dipendente o da pensione: l’88 per cento dei contribuenti italiani è infatti composto da lavoratori dipendenti e pensionati e il gettito fiscale che producono è pari al 93 per cento delle entrate. Tutti gli altri pagano solo il 7 per cento.
Le manovre del governo non riescono ancora a suscitare una mobilitazione ampia, organizzata e che abbia al centro l’iniziativa di lavoratori e lavoratrici dipendenti o falsamente autonomi.
Le rivolte che in molte regioni si sono viste dai “forconi” in Sicilia, ai tassisti in diverse parti d’Italia, ai pescatori e così via esprimono la rabbia e l’insofferenza di categorie che vengono duramente colpite dalle manovre economiche quando alcune di esse avevano in qualche modo beneficiato del sostegno delle politiche dei governi precedenti.
Lavoratori e lavoratrici sono costretti invece a lottare per difendere il loro stesso posto di lavoro, le condizioni minime della loro sopravvivenza.
Manca un’iniziativa forte, una mobilitazione di un’opposizione politica e sociale al governo Monti-Napolitano che metta al centro il rifiuto del pagamento di un debito pubblico cresciuto per sostenere profitti e rendite (oltre che le politiche clientelari, le spese militari e le grandi opere inutili...), la difesa e l’estensione delle garanzie contrattuali per lavoratrici e lavoratori, l’aumento di salari e pensioni e la difesa di beni e risorse pubbliche.
La manifestazione della Fiom del 18 febbraio non ha esplicitamente al centro l’opposizione al governo. La Fiom pone con questa iniziativa la difesa della democrazia nei posti di lavoro e la protesta contro i piani di Marchionne in Fiat. Contenuti giusti, ma troppo limitati , che risentono di un’impostazione che privilegia la democrazia tra organizzazioni sindacali e non tra i lavoratori e non colgono la necessità di maggiore apertura e della necessaria mobilitazione generale.
La costruzione di un’’opposizione politica e sociale al governo ovviamente non può essere delegata a singole organizzazioni, movimenti o istituzioni. Servono l’impegno di tutte le forze politiche e le organizzazioni sociali, di tutte le strutture autorganizzate che sono coerentemente e senza ambiguità fuori e contro il progetto di Monti – che imponendo uno “stato di eccezione permanente” sta modificando il quadro politico e gli assetti economici, sociali e istituzionali del nostro paese per gli anni a venire – e l’individuazione di ambiti collettivi e condivisi per l’iniziativa sociale.
Sinistra Critica parteciperà alla manifestazione del 18 febbraio e invita tutte le forze coerentemente all’opposizione a partecipare e far vivere quella giornata come appuntamento importante e che apra la strada ad una allargamento dell’iniziativa di opposizione. Saremo in quella manifestazione mettendo al centro l’opposizione al governo, il nostro rifiuto del pagamento del debito pubblico e le proposte di un’alternativa possibile
Saremo anche con convinzione alla manifestazione del 25 febbraio in Val di Susa, per sostenere il movimento che più di tutti oggi rompe le compatibilità di una politica economica che vuole grandi opere (inutili) come forma di sostegno alle imprese e ai profitti e pone, dal punto di vista dei movimenti, la questione della democrazie e della partecipazione popolare. E per questo viene colpito anche sul piano delle repressione penale.
Esecutivo Nazionale Sinistra Critica
venerdì 27 gennaio 2012
MILANO AMA LA LIBERTA'
No a crociate, intimidazioni, divieti
e pratiche neofasciste e intolleranti!
PRESIDIO-SPETTACOLO
28 GENNAIO dalle h. 18.30
in piazza Medaglie d'oro ang. via Muratori,
con interventi vari
un messaggio di Moni Ovadia
e la musica di Pino Distaso
Respingiamo l'attacco alla libertà che la destra cattolica oltranzista e integralista ha imbastito insieme a forze apertamente razziste e neofasciste, in un clima di crociata che intende negare la libertà di espressione artistica con argomentazioni intolleranti.
Abbiamo già contrastato con un presidio il 24 gennaio le pesanti intimidazioni al Teatro F. Parenti e al regista dello spettacolo, cui va di nuovo tutta la nostra solidarietà; questo attacco è solo l'ultimo di una serie di minacce di queste forze incostituzionali, in Italia e nella nostra città.
La Milano democratica e antifascista si batte per la libertà, difende ed espande i diritti sociali e politici, combatte il razzismo, l'omofobia, il ritorno dell'oscurantismo e della censura, critica le connivenze istituzionali che concedono agibilità politica a forze eversive, neonaziste e xenofobe.
Al clima da crociate e da preghiere penitenziali opponiamo la nostra cultura, che è fatta di impegno per l'espansione della democrazia, antifascismo, libera espressione culturale, difesa delle minoranze. Vogliamo affermare, contro queste forze reazionarie, tutta la nostra creatività diffusa e la passione per la partecipazione.
Invitiamo i cittadini e le cittadine,
gli antifascisti e i democratici a partecipare al
PRESIDIO-SPETTACOLO
28 GENNAIO dalle h. 18.30
in piazza Medaglie d'oro ang. via Muratori,
Partito della Rifondazione Comunista z. 4 e 5,Partito dei Comunisti Italiani z. 4, Sinistra Ecologia Libertà z. 4, Comitato dei cittadini per la riapertura della Piscina Caimi, Comitato per Milano z. 4, Casa della Sinistra z. 4, Sinistra Critica,
Memoria Antifascista, Punto Rosso, UAAR-circolo di Milano, Coordinamento Nord-Sud del mondo, Partito Comunista dei Lavoratori, Associazione Memoria Storica G. Pesce
giovedì 26 gennaio 2012
Brescia: annullate le perquisizioni del 4 gennaio
Il Tribunale del riesame di Brescia ha giudicato immotivate le perquisizioni effettuate dalla questura nelle case, posti di lavoro, autovetture, di 5 attivisti del Kollettivo studenti in lotta, Magazzino47 e Sinistra critica.
Immotivato anche il sequestro di computer, macchine fotografiche, videocamere, chiavette usb, volantini, adesivi e pompe per biciclette, di cui è stata quindi disposta la restituzione immediata.
Sono state accolte le tesi degli attivisti, che hanno denunciato l'assurdità del fantasioso collegamento tra manifestazioni pubbliche, occupazioni dimostrative di edifici abbandonati, esposizione di striscioni su edifici pubblici con la preparazione di iniziative armate contro il governo.
La questura di Brescia, con l'avallo di qualche sostituto procuratore, sta conducendo una campagna persecutoria e di intimidazione pesante contro l'area politica e sociale che rappresenta la vera opposizione al potere economico-finanziario e politico che domina Brescia e l'Italia.
Lo stesso meschino intento che ha portato questa mattina a decine di fermi e perquisizioni in tutta Italia contro attivisti del movimento No Tav.
A Brescia non si perseguono i razzisti che si annidano nelle istituzioni, i padroni che sfruttano e truffano i migranti, gli evasori fiscali, le banche che fanno grandi speculazioni.
Dalla lotta della Gru in poi invece sono state sporte centinaia di denunce contro un'area politico-sociale che ha condotto le lotte per i diritti di tutti, le lotte per la difesa degli spazi sociali, le lotte contro la controriforma della scuola, contro i tagli dei servizi sociali e sanità , contro le privatizzazioni innanzitutto dell'acqua, le lotte per la difesa dell'ambiente dagli assalti delle amministrazioni corrotte da capitalisti affamati di profitti a tutti i costi.
In Italia esistono ancora minime garanzie democratiche e spazi di agibilità politica, conquistati dalle lotte dei lavoratori e studenti.
Li difenderemo continuando a lottare per una società di diritti e giustizia sociale, contro gli assalti di chi ha come modello gli stati autoritari senza diritti e libertà democratiche, di chi vuole ridurre
Brescia e l'Italia in una grande caserma per salvaguardare gli interessi dei padroni, delle banche, dei razzisti.
Le nostre vite valgono più dei loro profitti!
Centro Sociale Magazzino47
Kollettivo Studenti in Lotta
Sinistra Critica Brescia
Immotivato anche il sequestro di computer, macchine fotografiche, videocamere, chiavette usb, volantini, adesivi e pompe per biciclette, di cui è stata quindi disposta la restituzione immediata.
Sono state accolte le tesi degli attivisti, che hanno denunciato l'assurdità del fantasioso collegamento tra manifestazioni pubbliche, occupazioni dimostrative di edifici abbandonati, esposizione di striscioni su edifici pubblici con la preparazione di iniziative armate contro il governo.
La questura di Brescia, con l'avallo di qualche sostituto procuratore, sta conducendo una campagna persecutoria e di intimidazione pesante contro l'area politica e sociale che rappresenta la vera opposizione al potere economico-finanziario e politico che domina Brescia e l'Italia.
Lo stesso meschino intento che ha portato questa mattina a decine di fermi e perquisizioni in tutta Italia contro attivisti del movimento No Tav.
A Brescia non si perseguono i razzisti che si annidano nelle istituzioni, i padroni che sfruttano e truffano i migranti, gli evasori fiscali, le banche che fanno grandi speculazioni.
Dalla lotta della Gru in poi invece sono state sporte centinaia di denunce contro un'area politico-sociale che ha condotto le lotte per i diritti di tutti, le lotte per la difesa degli spazi sociali, le lotte contro la controriforma della scuola, contro i tagli dei servizi sociali e sanità , contro le privatizzazioni innanzitutto dell'acqua, le lotte per la difesa dell'ambiente dagli assalti delle amministrazioni corrotte da capitalisti affamati di profitti a tutti i costi.
In Italia esistono ancora minime garanzie democratiche e spazi di agibilità politica, conquistati dalle lotte dei lavoratori e studenti.
Li difenderemo continuando a lottare per una società di diritti e giustizia sociale, contro gli assalti di chi ha come modello gli stati autoritari senza diritti e libertà democratiche, di chi vuole ridurre
Brescia e l'Italia in una grande caserma per salvaguardare gli interessi dei padroni, delle banche, dei razzisti.
Le nostre vite valgono più dei loro profitti!
Centro Sociale Magazzino47
Kollettivo Studenti in Lotta
Sinistra Critica Brescia
NO A LICENZIAMENTI E RISTRUTTURAZIONI, CONTRO IL GOVERNO MONTI, SOSTENIAMO LO SCIOPERO DELL'USB!
A Milano - per chi non potesse scendere alla manifestazione di Roma - Venerdì 27 gennaio presidio in piazza Duca d'Aosta (Staz. Centrale) dalle 8.30 alle 12.30
Il governo Monti indossa guanti bianchi, ma impugna il machete per colpire fino in fondo le classi popolari, trasferendo, come prima e più di prima, la ricchezza prodotta da chi lavora ai profitti della grande borghesia finanziaria e industriale.
Se il governo del padrone Berlusconi aveva massacrato i lavoratori con i tagli della spesa pubblica, dei servizi sociali, dei diritti, delle pensioni e dei salari, il governo Monti fa piazza pulita di quel poco che restava con il massacro finale delle pensioni, la privatizzazione dei servizi. con le tasse dirette e indirette (2.000 euro all’anno di costo in più per ogni famiglia),
Monti massacra non solo la classe lavoratrice, ma le classi medio basse con misure che peggiorano la qualità del loro lavoro e dei loro redditi, introducendo in tutti i settori la giungla capitalista: tutti contro tutti. “Dividi e dominerai” dicevano gli antichi romani: è quello che fa Monti per garantire le rendite alla classe padronale.
Il governo ha ora lanciato l’ultimo attacco ai diritti dei lavoratori: la ministra Fornero imbroglia le carte ma gli obbiettivi finali sono: cancellare o aggirare l’articolo 18 (un sacrosanto elemento di civiltà sociale), ridurre le tutele garantite dalla cassa integrazione, deresponsabilizzare le aziende che ristrutturano della sorte futura dei loro dipendenti, lasciati a se stessi, o, nel migliore dei casi, a un miserevole sussidio di disoccupazione.
Nella recessione economica in cui stiamo precipitando, si vuole dare ai padroni, mano libera sull’uso della manodopera, regalando loro la piena libertà di licenziare, ristrutturare, chiudere le aziende, senza sottostare a nessuna regola.
In questo quadro non si capisce che cosa vadano a trattare le tre confederazioni sindacali, se non la svendita degli ultimi diritti; vanno alla trattativa col cappello in mano senza chiamare all’unità e alla lotta, i lavoratori.
Per non parlare della Fiat dove Marchionne ha gettato l’ultima maschera: la Fiat andrà negli USA e l’unica cosa certa è un altro anno di cassa integrazione e zero produzione per Mirafiori; il contratto nazionale di lavoro per il comparto dell’auto non c’è più e la Fiom e i sindacati di base sono messi fuori dalla fabbrica, con l’avallo di tutte le grandi forze politiche, del governo nazionale e di quelli locali (vergogna)!
E’ possibile trovare la forza tutte e tutti insieme per dire:
No al governo dei padroni, No alla Confindustria. No alla propaganda martellante e falsa dei giornali. No alle forze politiche e sindacali che legano le mani ai lavoratori.
o SI’ alla lotta unitaria di tutte le categorie, di tutti settori sociali colpiti dall’aggressione del governo.
o SI’ alla costruzione di uno sciopero generale per difendere: pensione, salari, diritti, servizi pubblici, sanità e scuola per tutti e un vero contratto nazionale.
o SI’ ai diritti sindacali, sì ai sindacati veri in fabbrica e non agli strapuntini dei padroni.
Per questo Sinistra Critica sostiene
lo sciopero e la manifestazione nazionale dell’Unione sindacale di base del 27 gennaio e invita le lavoratrici e i lavoratori a parteciparvi;
la manifestazione nazionale dell’11 febbraio della Fiom e le iniziative si sciopero che questa federazione organizza nel prossimo periodo.
Il governo Monti indossa guanti bianchi, ma impugna il machete per colpire fino in fondo le classi popolari, trasferendo, come prima e più di prima, la ricchezza prodotta da chi lavora ai profitti della grande borghesia finanziaria e industriale.
Se il governo del padrone Berlusconi aveva massacrato i lavoratori con i tagli della spesa pubblica, dei servizi sociali, dei diritti, delle pensioni e dei salari, il governo Monti fa piazza pulita di quel poco che restava con il massacro finale delle pensioni, la privatizzazione dei servizi. con le tasse dirette e indirette (2.000 euro all’anno di costo in più per ogni famiglia),
Monti massacra non solo la classe lavoratrice, ma le classi medio basse con misure che peggiorano la qualità del loro lavoro e dei loro redditi, introducendo in tutti i settori la giungla capitalista: tutti contro tutti. “Dividi e dominerai” dicevano gli antichi romani: è quello che fa Monti per garantire le rendite alla classe padronale.
Il governo ha ora lanciato l’ultimo attacco ai diritti dei lavoratori: la ministra Fornero imbroglia le carte ma gli obbiettivi finali sono: cancellare o aggirare l’articolo 18 (un sacrosanto elemento di civiltà sociale), ridurre le tutele garantite dalla cassa integrazione, deresponsabilizzare le aziende che ristrutturano della sorte futura dei loro dipendenti, lasciati a se stessi, o, nel migliore dei casi, a un miserevole sussidio di disoccupazione.
Nella recessione economica in cui stiamo precipitando, si vuole dare ai padroni, mano libera sull’uso della manodopera, regalando loro la piena libertà di licenziare, ristrutturare, chiudere le aziende, senza sottostare a nessuna regola.
In questo quadro non si capisce che cosa vadano a trattare le tre confederazioni sindacali, se non la svendita degli ultimi diritti; vanno alla trattativa col cappello in mano senza chiamare all’unità e alla lotta, i lavoratori.
Per non parlare della Fiat dove Marchionne ha gettato l’ultima maschera: la Fiat andrà negli USA e l’unica cosa certa è un altro anno di cassa integrazione e zero produzione per Mirafiori; il contratto nazionale di lavoro per il comparto dell’auto non c’è più e la Fiom e i sindacati di base sono messi fuori dalla fabbrica, con l’avallo di tutte le grandi forze politiche, del governo nazionale e di quelli locali (vergogna)!
E’ possibile trovare la forza tutte e tutti insieme per dire:
No al governo dei padroni, No alla Confindustria. No alla propaganda martellante e falsa dei giornali. No alle forze politiche e sindacali che legano le mani ai lavoratori.
o SI’ alla lotta unitaria di tutte le categorie, di tutti settori sociali colpiti dall’aggressione del governo.
o SI’ alla costruzione di uno sciopero generale per difendere: pensione, salari, diritti, servizi pubblici, sanità e scuola per tutti e un vero contratto nazionale.
o SI’ ai diritti sindacali, sì ai sindacati veri in fabbrica e non agli strapuntini dei padroni.
Per questo Sinistra Critica sostiene
lo sciopero e la manifestazione nazionale dell’Unione sindacale di base del 27 gennaio e invita le lavoratrici e i lavoratori a parteciparvi;
la manifestazione nazionale dell’11 febbraio della Fiom e le iniziative si sciopero che questa federazione organizza nel prossimo periodo.
giovedì 5 gennaio 2012
NO ALLA REPRESSIONE. SOLIDARIETA' ALLE/AI COMPAGNE/I DI BRESCIA
Ieri mattina alle ore 6,00 agenti della DIGOS e della squadra mobile, mandato della procura alla mano, hanno perquisito le abitazioni di 5 attivisti del movimento bresciano - 3 studenti medi appartenenti al Kollettivo Studenti in Lotta, 1 attivista del centro sociale Magazzino 47 ed un dirigente di Sinistra Critica e collaboratore di Radio Onda d'Urto.
Il mandato di perquisizione dice testualmente: “poichè i soggetti in questione, con particolare riferimento a …...., sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino47, sono da ritenere socialmente pericolosi e, quindi vi è fondato motivo di ritenere che questi possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica del governo.....” (sottolineature nostre).
Alla fine sono sono stati sequestrati pericolosissimi computer, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari, caschi da motociclista e da sci, pompe di bicicletta, adesivi. E la Questura ha vantato i «risultati positivi" delle perquisizioni, che avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati - affermazioni che in alcuni organi di stampa hanno portato a parlare di «armi ritrovate".
Alla gravità dell'episodio si aggiunge il vergognoso ripristino di terminologie e pratiche già viste diverse volte nel nostro paese: ancora dobbiamo sentire parlare di «pericolosità sociale» di militanti politici conosciuti e che agiscono pubblicamente e in movimenti collettivi? Ancora dobbiamo sopportare la provocazione della criminalizzazione di ogni comportamento di opposizione radicale, tirando fuori dal cappello la «possibile» occultazione di armi?
Equiparare manifestazioni di massa ed azioni dimostrative, per quanto militanti e radicali, con l'organizzazione di manifestazioni armate, (insurrezionali???) sembrerebbe una follia, ma è una follia estremamente pericolosa. L'isteria repressiva che sembra aver colpito negli ultimi mesi le “forze dell'ordine” a Brescia (con la copertura di alcuni magistrati, non si capisce se insipienti o complici) sta assumendo caratteristiche di vera e propria “caccia alle streghe” - e sembra caratterizzare una sperimentazione di una gestione dell'ordine pubblico già cara al ministro Maroni e che oggi continua contro migranti e attivisti politici e sociali .
L'obiettivo, oltre colpire “i sobillatori di disordini” (altro uso del linguaggio che dimostra il feedback mussoliniano dei nostri eroi in uniforme) punta in realtà a schiacciare, con una specie di “repressione preventiva” che è un mostro giuridico ogni volontà di ribellione contro l'ingiustizia sociale.
Di fronte alla volontà del governo Monti-Napolitano di far pagare la crisi a lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionate/i e migranti per salvaguardare i profitti e le rendite di banchieri e capitalisti - politiche che in molte città si sposano con la chiusura di spazi sociali e culturali - è facile prevedere che nelle prossime settimane aumentino le proteste e le iniziative di opposizione politica e sociale da parte di quegli stessi soggetti colpiti dalle politiche di austerità: per questo sembra saggio ai cultori dell'emergenza tuonare contro i rischi di «tensioni sociali" e predisporsi a mostrare da subito il manganello, per scoraggiare qualsiasi velleità di resistenza.
Non ci faremo intimidire e continueremo la nostra lotta perché, come recita il nostro slogan di “sovversivi-sobillatori”, la nostra vita vale più dei vostri profitti.
L'Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica esprime la propria solidarietà e sostegno alle/ai compagne/i colpiti da questa insensata repressione, e insieme a loro risponderà in maniera ferma e pacifica alla provocazione, sul piano legale e politico.
Esecutivo Nazionale Sinistra Critica
Il mandato di perquisizione dice testualmente: “poichè i soggetti in questione, con particolare riferimento a …...., sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino47, sono da ritenere socialmente pericolosi e, quindi vi è fondato motivo di ritenere che questi possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica del governo.....” (sottolineature nostre).
Alla fine sono sono stati sequestrati pericolosissimi computer, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari, caschi da motociclista e da sci, pompe di bicicletta, adesivi. E la Questura ha vantato i «risultati positivi" delle perquisizioni, che avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati - affermazioni che in alcuni organi di stampa hanno portato a parlare di «armi ritrovate".
Alla gravità dell'episodio si aggiunge il vergognoso ripristino di terminologie e pratiche già viste diverse volte nel nostro paese: ancora dobbiamo sentire parlare di «pericolosità sociale» di militanti politici conosciuti e che agiscono pubblicamente e in movimenti collettivi? Ancora dobbiamo sopportare la provocazione della criminalizzazione di ogni comportamento di opposizione radicale, tirando fuori dal cappello la «possibile» occultazione di armi?
Equiparare manifestazioni di massa ed azioni dimostrative, per quanto militanti e radicali, con l'organizzazione di manifestazioni armate, (insurrezionali???) sembrerebbe una follia, ma è una follia estremamente pericolosa. L'isteria repressiva che sembra aver colpito negli ultimi mesi le “forze dell'ordine” a Brescia (con la copertura di alcuni magistrati, non si capisce se insipienti o complici) sta assumendo caratteristiche di vera e propria “caccia alle streghe” - e sembra caratterizzare una sperimentazione di una gestione dell'ordine pubblico già cara al ministro Maroni e che oggi continua contro migranti e attivisti politici e sociali .
L'obiettivo, oltre colpire “i sobillatori di disordini” (altro uso del linguaggio che dimostra il feedback mussoliniano dei nostri eroi in uniforme) punta in realtà a schiacciare, con una specie di “repressione preventiva” che è un mostro giuridico ogni volontà di ribellione contro l'ingiustizia sociale.
Di fronte alla volontà del governo Monti-Napolitano di far pagare la crisi a lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionate/i e migranti per salvaguardare i profitti e le rendite di banchieri e capitalisti - politiche che in molte città si sposano con la chiusura di spazi sociali e culturali - è facile prevedere che nelle prossime settimane aumentino le proteste e le iniziative di opposizione politica e sociale da parte di quegli stessi soggetti colpiti dalle politiche di austerità: per questo sembra saggio ai cultori dell'emergenza tuonare contro i rischi di «tensioni sociali" e predisporsi a mostrare da subito il manganello, per scoraggiare qualsiasi velleità di resistenza.
Non ci faremo intimidire e continueremo la nostra lotta perché, come recita il nostro slogan di “sovversivi-sobillatori”, la nostra vita vale più dei vostri profitti.
L'Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica esprime la propria solidarietà e sostegno alle/ai compagne/i colpiti da questa insensata repressione, e insieme a loro risponderà in maniera ferma e pacifica alla provocazione, sul piano legale e politico.
Esecutivo Nazionale Sinistra Critica
domenica 18 dicembre 2011
Acqua ai popoli vini a chi lotta!
Un "buon" modo per sostenere Sinistra Critica...
Fare politica costa, farla attivamente ancora di più, e noi che non abbiamo nessun'altro introito se non le nostre sottoscrizioni ci beviamo su... col vino di Sinistra Critica!
Il ricavato delle vendite serve a finanziare le attività e le lotte che mettiamo in campo tutti i giorni.
Per info e prenotazioni sinistracritica.milano@yahoo.it oppure tel. 3475959946
Disponibili:
Pinot Spumante, Gotturnio, Barbera, Riesling.
(la foto è quella dell'anno scorso, in cui c'erano più varianti, ma i vini sono buoni lo stesso...)
giovedì 15 dicembre 2011
SEMI D'ODIO GERMOGLIANO.....
SABATO 17 DICEMBRE PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DELLE/DEI MIGRANTI
ORE 14.30 PIAZZALE LORETO ANG. VIA PADOVA
L’Italia non è un paese razzista, le sue leggi e le sue istituzioni invece lo sono.
Qualche giorno fa un gruppo di “bravi cittadini” di Torino (con la presenza della presidente della circoscrizione e segretaria del PD torinese) ha pensato bene di vendicare un inventato stupro contro una “donna italiana” andando in corteo a bruciare un campo Rom situato nel quartiere.
L’altro giorno a Firenze un neonazista italiano – ovviamente subito derubricato a “folle” – ha sparato su ragazzi senegalesi che vendevano al mercato, uccidendone due di loro e ferendone altri.Ma non c’è nulla di cui stupirsi, purtroppo. Dopo anni di razzismo istituzionale si vedono i frutti velenosi. In questo paese ci sono forze politiche di destra (dalla Lega al Pdl) che sui provvedimenti razzisti e xenofobi hanno costruito una parte importante delle loro fortune elettorali; c’è il principale partito di “opposizione” che ha inseguito la retorica della “sicurezza, del controllo, della tolleranza zero” fino ad applicare nelle diverse città (Firenze compresa) ordinanze che discriminano i migranti e impediscono la loro libertà di circolazione; e c’è una destra radicale che ha rialzato la testa e si permette le sue scorribande razziste e fasciste, spesso protetta e coccolata dallo stesso Pdl che fornisce sedi, coperture istituzionali, patrocini. Vogliamo la chiusura immediata delle sedi neofasciste – in particolare di Casa Pound, che riceve da anni sostegni diretti e indiretti dalle istituzioni e dai partiti di centrodestra.
All’odio e alle politiche razziste si deve rispondere con una forte mobilitazione dei migranti e degli antirazzisti, delle organizzazioni democratiche e antifasciste – non solo per mostrare solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite – ma soprattutto per imporre un’alternativa politica e sociale abrogando ordinanze e leggi razziste come la Bossi-Fini, per la chiusura dei Cie, per la fine dello sfruttamento del lavoro migrante, per nuove norme sulla cittadinanza e l’apertura delle frontiere europee.
Per questo saremo nelle piazze il 17 e il 18 insieme alle comunità migranti nella giornata globale dei diritti dei migranti, che assume ora un carattere di mobilitazione antirazzista e solidale.
Esecutivo nazionale Sinistra Critica
ORE 14.30 PIAZZALE LORETO ANG. VIA PADOVA
L’Italia non è un paese razzista, le sue leggi e le sue istituzioni invece lo sono.
Qualche giorno fa un gruppo di “bravi cittadini” di Torino (con la presenza della presidente della circoscrizione e segretaria del PD torinese) ha pensato bene di vendicare un inventato stupro contro una “donna italiana” andando in corteo a bruciare un campo Rom situato nel quartiere.
L’altro giorno a Firenze un neonazista italiano – ovviamente subito derubricato a “folle” – ha sparato su ragazzi senegalesi che vendevano al mercato, uccidendone due di loro e ferendone altri.Ma non c’è nulla di cui stupirsi, purtroppo. Dopo anni di razzismo istituzionale si vedono i frutti velenosi. In questo paese ci sono forze politiche di destra (dalla Lega al Pdl) che sui provvedimenti razzisti e xenofobi hanno costruito una parte importante delle loro fortune elettorali; c’è il principale partito di “opposizione” che ha inseguito la retorica della “sicurezza, del controllo, della tolleranza zero” fino ad applicare nelle diverse città (Firenze compresa) ordinanze che discriminano i migranti e impediscono la loro libertà di circolazione; e c’è una destra radicale che ha rialzato la testa e si permette le sue scorribande razziste e fasciste, spesso protetta e coccolata dallo stesso Pdl che fornisce sedi, coperture istituzionali, patrocini. Vogliamo la chiusura immediata delle sedi neofasciste – in particolare di Casa Pound, che riceve da anni sostegni diretti e indiretti dalle istituzioni e dai partiti di centrodestra.
All’odio e alle politiche razziste si deve rispondere con una forte mobilitazione dei migranti e degli antirazzisti, delle organizzazioni democratiche e antifasciste – non solo per mostrare solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite – ma soprattutto per imporre un’alternativa politica e sociale abrogando ordinanze e leggi razziste come la Bossi-Fini, per la chiusura dei Cie, per la fine dello sfruttamento del lavoro migrante, per nuove norme sulla cittadinanza e l’apertura delle frontiere europee.
Per questo saremo nelle piazze il 17 e il 18 insieme alle comunità migranti nella giornata globale dei diritti dei migranti, che assume ora un carattere di mobilitazione antirazzista e solidale.
Esecutivo nazionale Sinistra Critica
Iscriviti a:
Post (Atom)








